B&B Villa Carlotta a Ferrara

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Il passaggio delle stagioni da Ferrara al mare

Il Ragno Carmelo

Nel parco Massari della città di Ferrara Carmelo il ragno si era costruito una bellissima amaca filando la sua ragnatela fra i rami di due alberi vicini.

Aveva filato tanto e per tanto tempo,di giorno sotto il sole cocente,di notte illuminato dai raggi della luna.

Era sempre solo a comporre quel meraviglioso intreccio di fili tranne quando,al tramonto,la luce ed il buio si spostavano ed allora,appiccicata ai suoi piedini,nasceva l’ombra.

Qualche volta aveva provato a calciarla via ma Lei non se ne andava e siccome stava zitta zitta il ragno Carmelo pensò che poteva stare pure lì,purchè non disturbasse.

Quando la sua bellissima ragnatela fu finita Carmelo vi si sdraiò sopra e ,stanco,decise di fare un riposino.

Quanto dormì?

Nessuno lo seppe mai!

Quel che si sa è che,improvvisamente,un colpo di vento lo rovesciò e Carmelo cadde ma non si fece alcun male perchè atterrò su un bel mucchio di foglie.

Allora con le sue zampette si grattò la testa e vide che tutto il paesaggio era cambiato.

Ho capito-pensò-questo è il TEMPO DELLE FOGLIE CHE CADONO !.

Un vento forte lo raggiunse all’improvviso e le foglie cominciarono ad ammucchiarsi su di lui.

Una pioggia insistente lo bagnò tutto cosicchè,per ripararsi, Carmelo si infilò nel buco di una talpa.

Giù, giù sempre più giù…….fino a che i suoi piedini trovarono qualcosa di duro e ruvido.

” Ma cosa sarà?”-pensò Carmelo.

Una risata improvvisa alle sue spalle lo spaventò.

” Povero ragnetto-disse la Talpa-…….tu non conosci il carbone! ”

Carmelo continuò per la sua strada.

Quanta strada percorse?

E per quanto tempo?

Nessuno lo saprà mai!

Sta di fatto che, ad un certo punto,Carmelo sbucò di nuovo fuori,sulla terra e si accorse che tutto era bianchissimo.

Guardò in alto e vide mille e mille foglioline bianche che scendevano dal cielo ed a terra…….un letto bianchissimo.

Carmelo riprese il cammino e,quando si girò indietro,vide che stava trasformando quel letto in bellissimo pizzo bucandolo con le sue zampette.

Allora capì:-E’ arrivato IL TEMPO DEL GRANDE FREDDO-”

E cominciò a tremare!

L’amica talpa ricomparve e lo invitò di nuovo ad entrare nella sua tana.

Carmelo si riposò e poi riprese il cammino ripensando a tutto ciò che aveva visto.

Quanto durò quel cammino?

Ancora una volta non c’è risposta.

Nessuno lo sa!

Di sicuro però si sa che in fondo alla galleria che Carmelo stava percorrendo vide una luce molto diversa da quella che ricordava.

Carmelo la raggiunse ed ancora una volta sbucò fuori.

Ai suoi occhi apparve un mondo che si stava svegliando……..i fiori aprivano i loro petali salutandosi fra loro e salutando pure lui.

Carmelo pensò: ” Questo è IL TEMPO DEI FIORI CHE SBOCCIANO”.

Dopo aver salutato tutti proprio come fanno i ragnetti educati,stanco di quel lungo percorso,si addormentò nella piega più comoda di un pezzetto di carta stropicciata che,non si sa come,era volata su quel prato.

E qui si lasciò andare al mondo dei sogni!

Dormì?     Sì certo!

Quanto?   Non si sa!

Ad un certo punto momento sentì un grande caldo ed una luce forte gli colpì gli occhi.

Allora si girò di schiena.

Le sue zampette ora affondavano in una terra sottilissima ed asciutta mentre un rumore d’acqua gli giungeva forte e chiaro.

La sua culla di carta era arrivata fino al mare.

Velocemente raggiunse un pezzetto di spiaggia che non scottava mentre il suo pensiero gli suggeriva: ” Ecco….Questo è IL TEMPO DEL GRANDE CALDO”

Guardò in alto e vide un ombrello enorme ed a terra l’ombra di quell’ombrello.

Carmelo guardò un po’ indietro……..Piccola,ma molto più piccola,appiccicata ai suoi piedi c’era anche la Sua ombra.

Capì che per ogni viaggio occorre un tempo,che ogn tempo è diverso dall’altro e che ognuno di noi,grande o piccolo che sia,ha la sua ombra perchè occupa uno spazio nel mondo.

Carla Zaccaria

Una piccola riflessione

Il passaggio delle quattro stagioni altro non è che un viaggio.

In questo viaggio il bambino,come il Ragno Carmelo,acquisisce consapevolezza,memorizza il ricordo,definisce le immagini.

L’adulto ha il DOVERE di rispettare questo TEMPO che,proprio perchè è filosoficamente “NOMADE” non è uguale per tutti.

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